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Pensiero computazionale unplugged

Quando si parla di pensiero computazionale, si pensa automaticamente a computer, tablet e dispositivi elettronici in generale. Beh, non deve essere necessariamente così. Per questo esiste l’unplugged.

Unplugged letteralmente vuol dire “staccato dalla presa elettrica“. Quando parliamo di attività unplugged, parliamo di tutte quelle attività che non necessitano di devices e, in generale, di corrente.

Spesso, infatti, soprattutto nelle ore scolastiche tradizionali, è difficile avere a disposizione strumenti elettronici, ma questo non deve creare un problema insormontabile. Possiamo avvicinare al pensiero computazionale anche senza avere a disposizione devices. In modo unplugged, appunto.

Alcune idee unplugged

Una delle attività migliori per avvicinare i ragazzi al pensiero computazionale è montare un mobile Ikea o un modello LEGO. In entrambi i casi, infatti, vengono fornite dettagliate istruzioni di tipo grafico (fateci caso, è tutto chiarissimo pur essendo completamente privo di parole) che vanno seguite con rigore e in ordine. Questa è la base della programmazione: operazioni logiche e univoche (che non possono essere fraintese) eseguite in sequenza.

Un altro esercizio è seguire una ricetta. Anche le ricette, infatti, sono sequenze di istruzioni dettagliate, anche se lasciano un po’ più di spazio alla fantasia e alla creatività. Se vogliamo proporre un esercizio molto interessante, però, possiamo chiedere ai ragazzi di descrivere a un robot come preparare un semplice piatto. Il video che segue (in inglese) mette in mostra tutte le difficoltà che un’attività così semplice può far nascere.

Il docente interpreta il robot che i bambini devono far muovere fornendo istruzioni dettagliate per preparare un panino. Il compito è meno semplice di quanto può sembrare.

Un’attività di semplice realizzazione, adatta soprattutto ai bambini più piccoli, è quella del movimento su griglia. L’idea è quella di disegnare una grande griglia sul pavimento in cui i bambini si devono muovere seguendo delle indicazioni codificate. Le operazioni possono essere codificate in modi diversi: descrizioni verbali, frecce, carte di direzione, movimenti. Nel video (in inglese) si vede la vera e propria costruzione di un programma per portare il bambino-robot dalla casella “Inizio” alla casella “Fine”. La docente accenna anche al concetto di “debugging”, ovvero correzione degli errori.

I bambini costruiscono un programma codificando i movimenti di uno degli studenti su una griglia attraverso l’utilizzo di carte movimento.

Risorse utili online

  • CS Unplugged è un sito web (in inglese) che raccoglie tantissime attività unplugged legate al pensiero computazionale. Sul sito ci sono anche degli articoli molto interessanti sull’Informatica, sulla Programmazione e sull’importanza dell’insegnamento di queste discipline.
  • Coding carta e matita” è un webinar (in italiano) di Federica Gambel offerto da Rizzoli Education. Dura poco meno di un’ora e presenta una serie di strumenti e di esperienze interessanti.
  • Anche la Mondadori Education propone webinar a tema unplugged: “Coding unplugged: se il computer non c’è!” di Elisa Pettinari e “Io robot (coding unplugged)” di Marco Morello.
  • Mani Digitali propone diverse attività unplugged per la scuola dell’infanzia. Spesso, quando parliamo di pensiero computazionale, ci dimentichiamo dei bambini più piccoli. Ecco, loro no. E fanno bene, perché non è mai troppo presto per cominciare a ragionare.

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