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Mi chiamo Viviana Pinto, ho 26 anni, i capelli blu, le lentiggini e una laurea in Matematica. E quando ero piccola non sapevo pronunciare il mio nome, per cui dicevo di chiamarmi Nana. Quindi Nana sono io: una giovane donna che sembra un po’ un manga e che passa le sue giornate a giocare con i robot.

Al primo tentativo ho provato a creare un sito serio e organizzato con contenuti intelligenti e strutturati. Il risultato è stato mediocre e i lavori procedevano lentamente. Quindi cambio di direzione: uso questo sito per raccontare le mie avventure nel magico mondo della robotica educativa e poi creo una sezione in cui salvo le cose che in qualche modo potrebbero essere utili anche a qualcun altro.

Molto di quello che troverete su questo sito, quindi, è frutto di riflessioni, idee o pensieri. Magari appunti su libri, corsi, cose. Magari flussi di coscienza in cui racconto cosa mi succede. Mettiamola così: di tutto un po’.

Come sono arrivata qui?

Appena uscita dall’università (anzi, a dire il vero, ancora prima di laurearmi) ho cominciato a lavorare in un’azienda di consulenza tecnologica. Mi occupavo di intelligenza artificiale, un argomento super figo e super stimolante, e avevo dei colleghi simpatici. Però soffrivo da morire a stare dietro a una scrivania.

Così ho mollato tutto, con buona pace dei miei che ancora rimpiangono il mio contratto a tempo indeterminato, e sono andata a lavorare con i ragazzini.

Alla fine venivo da quel mondo lì. A 18 anni facevo l’animatrice nei villaggi turistici e mi occupavo di miniclub, babydance e compagnia bella. Durante l’università mi mantenevo gli studi lavorando in un museo/laboratorio di scienze per bambini e ragazzi. Quindi…

Diciamo che ho fatto 2+2: so programmare e mi piace, so stare con i ragazzini e mi piace. Da lì alla robotica educativa il passo è stato breve.

E poi è stato un crescendo. Condito da tanta, tantissima fortuna. E ora siamo qui. Sono successe cose, ho incontrato persone, sono qui a scrivere.